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Rituale di bordo #70 - Perché abbassi la musica quando cerchi parcheggio?

Rituale di bordo #70 - Perché abbassi la musica quando cerchi parcheggio?

Succede quasi senza pensarci.

Stai guidando con la musica accesa, magari stai anche cantando. Poi devi cercare un numero civico, capire dove girare o infilarti in un parcheggio un po’ stretto e improvvisamente fai una cosa apparentemente assurda: abbassi il volume.

Come se vedere meglio dipendesse dalle orecchie.

In realtà, un po’ sì.

Il nostro cervello riceve continuamente informazioni dalla vista, dall’udito, dal tatto e dagli altri sistemi sensoriali, ma la nostra capacità di prestare attenzione a tutto contemporaneamente non è infinita.

Quando un compito diventa più impegnativo aumenta quello che in psicologia cognitiva viene chiamato carico cognitivo. In quel momento il cervello deve stabilire cosa merita più attenzione e cosa, invece, può temporaneamente passare in secondo piano.

Durante una manovra complicata, per esempio, devi controllare distanze, specchietti, movimento dell’auto, pedoni, altre macchine e spazio disponibile. Se contemporaneamente qualcuno parla o la musica è alta, c’è semplicemente un’altra informazione da elaborare.

Non significa che ascoltare musica renda automaticamente peggiori alla guida. Il punto interessante è un altro: le nostre risorse attentive sono limitate e i diversi stimoli possono competere tra loro, soprattutto quando ciò che stiamo facendo diventa più complesso.

Ecco perché potresti fare la stessa cosa mentre cerchi una via che non conosci, provi a leggere un cartello complicato o dici “aspetta un attimo” a qualcuno proprio mentre stai cercando di ricordarti dove girare.

Abbassare la musica non rende magicamente il parcheggio più grande. Stai semplicemente eliminando, per qualche secondo, qualcosa che il tuo cervello non considera prioritario.

Prova a farci caso

La prossima volta che la tua mano va spontaneamente verso il volume, non fare niente di diverso e, soprattutto, non distrarti mentre guidi.

Quando puoi farlo in sicurezza, prova semplicemente a ricordare in quale momento l’hai abbassato.

Stavi cercando un indirizzo? Facendo manovra? Cercando di capire un cartello? Qualcuno ti stava parlando?

Poi nota anche quando senti spontaneamente il bisogno di rialzarlo.

La parte interessante non è modificare il comportamento, ma accorgersi che spesso il nostro cervello ha già deciso quando gli serve un po’ più di silenzio prima ancora che noi ce ne rendiamo conto.

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